La crociata contro la 194
Aborto, basta obiezione
di Carlo Flamigni
L’aborto volontario, quale che sia il nostro giudizio etico, è un diritto delle donne italiane, sancito da una legge dello Stato, confermata oltretutto dai risultati di un referendum abrogativo che fu respinto a grande maggioranza: tutta la normativa alla quale faccio riferimento si basa sulla tutela della maternità e consente l’interruzione della gravidanza quando esiste un rischio relativo alla salute della donna. Su questo punto si è pronunciata anche la Corte costituzionale che ha ritenuto che l’interesse della salute della madre debba prevalere su quello della salute del feto, poiché lei è già persona mentre lui…> CONTINUA A LEGGERE
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Diserzione di coscienza
Fare il medico non è un obbligo. E men che meno fare il ginecologo. La cosidetta «obiezione di coscienza» sull’aborto non ha quindi alcun senso, è solo un escamotage per portare avanti una battaglia contro le donne.
di Cinzia Sciuto
Nelle discussioni sulle questioni bioetiche fa spesso capolino il tema dell’obiezione di coscienza, come ultima arma che i credenti hanno per non soccombere alla presunta dittatura laicista che imporrebbe loro comportamenti contrari alla loro etica. Da ultimo ne ha fatto cenno, in un articolo che voleva essere una lezione di laicità (e non di laicismo, tiene a precisare l’autore) e per tale ragione tanto più significativo, il professor Dario Antiseri sul Corriere della Sera dello scorso 23 maggio.
«Il laico», scrive Antiseri, «sa che la democrazia è…> CONTINUA A LEGGERE
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Aborto, aboliamo l’obiezione per i medici
Di diktat in diktat, prosegue la crociata con cui papa Ratzinger sta tentando di smantellare le regole laiche della convivenza democratica, per sostituirle con la volontà confessionale della Chiesa cattolica gerarchica. Ora è la volta dell’obiezione di coscienza, che andrebbe garantita ai farmacisti, liberi dunque di scegliere quali medicine fornire ai pazienti e quali no, in ottemperanza alle prescrizioni del catechismo anziché alla prescrizione del medico. Quanto al cittadino non credente, che si arrangi.
In effetti, la disciplina dell’obiezione di coscienza nell’ambito della sanità va cambiata, e radicalmente. Ma in direzione esattamente opposta alla deriva clericale caldeggiata dal supremo Pastore tedesco. Non solo non è ammissibile che un farmacista possa discriminare i diritti dei pazienti, frustrando quelli di chi non vuole vivere secondo la morale (sessuofobica, oltretutto) di Santa Romana Chiesa. Ma va ormai modificata la legge che tale discriminazione consente ai medici, nei confronti di donne che vogliano valersi del diritto ad abortire (nei limiti previsti, ovviamente).
