COMUNICATI DELLA CONSULTA DI BIOETICA

CONSULTA DI BIOETICA ONLUS

CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA CONSULTA

COMUNICATO STAMPA

GRANDE SUCCESSO DELLA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CULTURALE:

“IL BUON MEDICO NON OBIETTA”

 (1 LUGLIO)

A tre settimane dal lancio della Campagna “Il buon medico non obietta”, il Consiglio Direttivo di Consulta di Bioetica Onlus rileva il grande successo dell’evento sia sulla stampa nazionale (incluse importanti agenzie di stampa come l’ANSA) sia a livello di partecipazione popolare agli incontri specifici nelle diverse località. Ringraziamo le donne e gli uomini dei circoli della Consulta di Bioetica che si sono attivamente impegnati e ancora continuano a impegnarsi in quest’iniziativa, che ha saputo aprire una nuova fase di mobilitazione e di riflessione sul diritto all’autodeterminazione delle donne in ambito riproduttivo e in relazione alla scelta di interrompere la gravidanza e che grazie ad essa è diventata una delle posizioni da considerare nel dibattito pubblico.

Il successo della Campagna contro l’obiezione di coscienza è testimoniato sia dall’adesione delle tante associazioni di donne che ogni giorno si battono per promuovere una cultura dei diritti e delle libertà, sia dall’attenzione mediatica che ha suscitato, sia dalla recente proposta di legge per l’abrogazione dell’obiezione di coscienza presentata dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, che hanno saputo dar voce «politica» alle richieste di Consulta di Bioetica e delle oltre 50 Associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa (oltre che dalle migliaia di cittadini presenti alle manifestazioni).

Il Consiglio Direttivo di Consulta di Bioetica ribadisce la fondamentale importanza che sui diritti – in questo caso relativi alla salute riproduttivi delle donne – non si obietta! Denuncia con forza la preoccupante situazione che si è venuta a creare per la facilità con cui si accolgono le obiezioni di comodo.

Nel rinnovare il ringraziamento a quanti, da singoli Cittadini a intere Associazioni nonché a esponenti del mondo politico e culturale-scientifico italiano, hanno partecipato a tale iniziativa e l’hanno sostenuta, auspichiamo pertanto che la Campagna venga sostenuta da un fronte sempre più ampio di associazioni e che, sull’onda di ciò, si possa seriamente lavorare per la nascita di un Coordinamento Nazionale composto da veri laici, capace di garantire il pieno esercizio dei diritti conquistati con la 194.

CONSULTA DI BIOETICA ONLUS

LETTERA APERTA

ALLE ASSOCIAZIONI CHE HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA

E PARTECIPATO ALLA GIORNATA DEL 6 GIUGNO

 INVITO A UNA NUOVA MOBILITAZIONE IL 6 LUGLIO

(13 GIUGNO)

Il lancio della Campagna contro l’obiezione di coscienza “IL BUON MEDICO NON OBIETTA” è riuscita a coinvolgere quasi ottanta associazioni e il suo successo è andato sicuramente oltre ogni più rosea aspettativa. Il merito è soprattutto delle donne che molto più degli uomini sono consapevoli delle difficoltà e dei problemi che sono costrette a vivere ogni giorno le persone che vogliono interrompere la gravidanza. Gli incontri pubblici organizzati nelle diverse città sono stati più di trenta e sono andati molto bene sia sotto il profilo della ricchezza dei contenuti e dell’elaborazione che delle varie testimonianze raccolte. Ci sono stati eventi in tutto lo stivale da Torino a Catania con incontri in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Sardegna, Lazio, Campania, Abruzzo, Umbria, Puglia, Calabria e Sicilia. A parte alcuni casi dove non c’è stato forse il tempo sufficiente per promuovere adeguatamente l’evento o dove erano previsti più incontri, c’è stata una grande partecipazione di pubblico e una risposta incoraggiante. È stata un’iniziativa che è cresciuta “dal basso”, senza alcun coinvolgimento di partiti o altri centri istituzionali, i quali se mai sono stati sollecitati ad aderire dall’entusiasmo che ha attraversato il mondo delle associazioni che anche in quest’occasione ha manifestato la crescita di un nuovo livello di sensibilità. La situazione che incontrano le donne che scelgono di interrompere la gravidanza è ormai insostenibile: è importante rimettere in discussione il diritto degli operatori sanitari all’obiezione di coscienza. L’obiezione di coscienza è incompatibile non soltanto con il rispetto del diritto all’interruzione di gravidanza ma anche con l’etica professionale dell’operatore sanitario che non dovrebbe mai far valere i propri convincimenti morali contro gli interessi, la salute e quindi il diritto all’autodeterminazione delle donne. Il diritto all’obiezione di coscienza era giustificato quando la legge 194 è stata approvata perché chi prima di allora aveva scelto di fare il medico non poteva immaginare che avrebbe dovuto praticare interruzioni di gravidanze: oggi chi contesta l’accettabilità morale dell’interruzione di gravidanza e non intende quindi aiutare le donne ad abortire può scegliere una professione che non è coinvolta dalla legge 194.

La Consulta di Bioetica Onlus intende promuovere nuove iniziative contro l’obiezione di coscienza con un nuovo evento il 6 luglio, a un mese esatto dal lancio ufficiale della Campagna IL BUON MEDICO NON OBIETTA. La proposta è questa:

1) organizzare banchetti informativi in diverse città in cui vengono presentate e spiegate le ragioni della Campagna;

2) affiggere il manifesto IL BUON MEDICO NON OBIETTA presso gli ospedali, consultori e medici di base (a questo proposito inviamo in allegato un modello di lettera da presentare alle direzioni sanitarie dei presidi).

3) scambiarci riflessioni e proposte sul materiale da presentare con i banchetti informativi del 6 luglio;

La Campagna contro l’obiezione di coscienza continuerà comunque anche dopo l’estate: la Consulta invita le altre Associazioni ad aprire una nuova fase di impegno per il rispetto dei diritti civili e a promuovere insieme un coordinamento nazionale per definire le nuove strategie per la piena attuazione dei diritti delle donne. Inviateci ai seguenti indirizzi segreteria@consultadibioetica.org oppure scrivere a consultaromanadibioetica@gmail.com foto e testimonianze sull’incontro del 6 giugno a cui avete partecipato: li metteremo sulla pagina face book e sul blog in modo che possano essere condivisi da tutti.

GRANDE SUCCESSO DELLA CAMPAGNA CULTURALE

“IL BUON MEDICO NON OBIETTA”:

L’incendio contro l’obiezione di comodo alla L. 194 è divampato in tutt’Italia,

coinvolgendo decine di Associazioni e migliaia di cittadini.

In cantiere nuove iniziative a breve e ripetizione della campagna l’anno prossimo

(8 GIUGNO)

Il 6 giugno 2012 la Consulta di Bioetica Onlus ha lanciato la campagna culturale “IL BUON MEDICO NON OBIETTA” per promuovere un movimento d’opinione contro l’obiezione di coscienza alla 194. L’iniziativa è cominciata con un partecipato convegno tenutosi a Firenze organizzato da Maurizio Balistreri e Luca Benci in cui, tra l’altro, è stato presentato il Manifesto contro l’obiezione di coscienza che specifica l’obiettivo della campagna e avanza la proposta concreta di abolire l’art. 9 della L. 194/78, necessario come soluzione transitoria al tempo dell’approvazione ma oggi ormai obsoleto.

Con la campagna non si è affatto inteso proporre una teoria generale dell’obiezione di coscienza né tantomeno pretendere l’abolizione tout court dell’istituto. Si è voluto tuttavia richiamare l’attenzione sul fatto che la situazione in materia per quanto attiene la L. 194 è ormai insostenibile e che la risposta alle difficoltà createsi deve partire dalla mobilitazione culturale tesa a rimettere in discussione le modalità di esercizio dell’obiezione di coscienza alla 194.

La campagna ha avuto un successo straordinario e inaspettato. A seguito di quella di Firenze in Italia tra il 6 e il 7 giugno si sono tenute oltre 25 manifestazioni che hanno interessato grandi e piccoli centri coinvolgendo circa 3.000 persone. Da Torino a Avigliana e Novi Ligure, a Palermo, Cagliari, Reggio Calabria, Lecce e Barletta, da Roma a L’Aquila, Pisa e Bologna, da Napoli a Milano e Verona oltre 50 Associazioni diverse hanno collaborato per promuovere iniziative tese a riflettere su come contrastare l’obiezione di coscienza alla 194.

Si è trattato di un vero e proprio incendio che, da una piccola scintilla, è divampato in tutto il paese suscitando un’eccezionale partecipazione di cittadini e cittadine che ha posto le basi per un discorso più ampio sull’intera questione. È stata un’iniziativa che è cresciuta “dal basso”, senza alcun coinvolgimento di partiti o altri centri istituzionali, i quali se mai sono stati sollecitati ad aderire da quella sorta di contagio culturale che sul tema ha coinvolto le numerose Associazioni e istituzioni laiche, le quali hanno collaborato con entusiasmo per un obiettivo comune, manifestando la crescita ad un nuovo livello di sensibilità culturale.

Per la prima volta, in Italia ampi gruppi di cittadini e diverse Associazioni hanno difeso la libertà riproduttiva garantita dalla 194 non più in nome della mera maggioranza referendaria, ma in base al valore intrinseco di rispetto della volontà della donna: il buon medico non obietta perché non lascia sola la donna ma la aiuta ottemperando alla sua richiesta. L’assistenza sanitaria è una professione di servizio, che si esplica nel rispetto dell’autonomia della donna che è capace e consapevole.

Sono pertanto parole vuote quelle dell’Associazione Scienza&Vita secondo cui “l’elevato numero di medici obiettori dimostra una naturale preferenza per quella vita che, attraverso il Giuramento fatto, si sono impegnati a difendere e tutelare”. È noto, infatti, che l’obiezione di coscienza viene fatta per ragioni ben diverse dalla astratta tutela della vita, dovute a fattori estrinseci (avanzamenti di carriera, ecc.), e che chi obietta in pratica non fa altro che creare difficoltà alla donna, evitando di soddisfare una sua esigenza esistenziale. L’operatore sanitario deve in primis prendere in carico la donna e rispettare la sua volontà. Questa è la risposta da dare alla richiesta della donna, e non ripetere stancamente che bisognerebbe lavorare per “una reale presa in carico del concepito e della donna, per rimuovere le cause che la indurrebbero alla scelta abortiva”. Tutti auspichiamo che si possa prevenire la scelta abortiva e rimuoverne le cause, ma questo risultato non si ottiene affatto con l’obiezione di coscienza ma con politiche adeguate da elaborare a parte.

Il grande successo suscitato dalla campagna nonché le numerose richieste avanzate ci inducono a prevedere che, con l’aiuto delle tante Associazioni coinvolte, già nei prossimi mesi si possano organizzare iniziative analoghe per affermare l’attuazione dei diritti della donna circa la salute riproduttiva. Per l’anno prossimo contiamo inoltre di lanciare un’analoga campagna di sensibilizzazione sul tema.

Il presidente

Maurizio Mori

CONSULTA DI BIOETICA ONLUS

MANIFESTO CONTRO L’OBIEZIONE DI COSCIENZA ALL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

(5 GIUGNO)

 

Nel dibattito sull’obiezione di coscienza non viene quasi mai messo in discussione il principio che gli operatori sanitari possano rivendicare un diritto all’obiezione di coscienza. Tuttavia, il riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza per l’interruzione di gravidanza rappresenta una violazione gravissima e ormai ingiustificata del diritto fondamentale alla salute e all’autodeterminazione delle donne. Chi nega il diritto all’obiezione di coscienza in sanità non intende negare il valore dell’autonomia personale ma è impegnato nella difesa dei diritti civili fondamentali. Il diritto all’obiezione di coscienza poteva avere un senso quando la legge 194 è stata approvata perché andava a incidere sulla vita di quelle persone che avevano scelto di fare il medico quando l’interruzione di gravidanza non era permessa. Oggi non c’è più bisogno di riconoscere un diritto all’obiezione di coscienza in quanto chi contesta l’accettabilità morale dell’interruzione di gravidanza può sempre scegliere una professione o specializzazione non coinvolta in questa pratica. Per altro, chi afferma il principio che gli operatori sanitari abbiano il diritto di agire conformemente alla propria coscienza non considera che dovere prioritario dell’operatore sanitario è quello di rispettare la libertà, la salute e i diritti dei pazienti. Chi per ragioni di principio o di convenienza non è capace di farlo non è un buon medico. La Campagna promossa dalla Consulta di Bioetica Onlus intende richiamare l’attenzione sulla illegittimità morale e giuridica del diritto all’obiezione di coscienza a più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza. Quello che la Consulta di Bioetica chiede è l’abrogazione dell’articolo 9 della legge 194. Nel ringraziare coloro che con il loro impegno hanno determinato il successo dell’iniziativa, la Consulta di Bioetica Onlus invita le Associazioni che hanno sostenuto la Campagna ad aprire una nuova fase di lotta per il rispetto dei diritti civili e a promuovere insieme un coordinamento nazionale per definire le nuove strategie da seguire affinché venga data piena attuazione alla legge sull’interruzione di gravidanza.

CONSULTA DI BIOETICA ONLUS

CAMPAGNA CONTRO L’OBIEZIONE DI COSCIENZA:

IL BUON MEDICO NON OBIETTA

(MAGGIO 2012)

Nel 1997 all’interruzione volontaria di gravidanza si dichiarava obiettore il 60% dei ginecologi e il 50% degli anestesisti. Nel 2009 il numero dei ginecologi obiettori è passato al 71% e quello degli anestesisti ha superato il 50%. Oggi i medici obiettori sono più dell’80% e il loro numero è destinato ad aumentare con il progressivo pensionamento dei medici non obiettori nei prossimi anni. Il tentativo di conciliare l’autonomia del paziente con quella del medico è fallito: dobbiamo scegliere se tutelare a ogni costo l’autonomia del professionista sanitario oppure schierarci dalla parte delle donne e della loro battaglia in difesa del diritto a decidere su se stesse in modo autonomo e responsabile. La Consulta di Bioetica Onlus ha scelto e il 6 giugno lancerà in tutta Italia la Campagna contro l’obiezione di coscienza “IL BUON MEDICO NON OBIETTA. RISPETTA LA SCELTA DELLE DONNE DI INTERROMPERE LA GRAVIDANZA”. La Campagna ha  due obiettivi: da una parte, incoraggiare un dibattito pubblico sulla legittimità del diritto all’obiezione di coscienza a più di trent’anni dall’approvazione della legge 194 e, dall’altra, rendere chiaro che il buon medico non è quello che protegge la propria coscienza a ogni costo ma quello che sta vicino alla donna e non si sottrae alla sua richiesta di aiuto. Il lancio della Campagna avverrà il 6 giugno a Firenze al termine di un Convegno organizzato dalla sezione fiorentina della Consulta di Bioetica. In contemporanea si svolgeranno eventi e incontri promossi dalla stessa Consulta e da altre associazioni. Invitiamo tutti a partecipare e a organizzare altri eventi a sostegno della Campagna: per informazioni sulle iniziative e per aderire alla Campagna potete contattare la segreteria segreteria@consultadibioetica.org oppure scrivere a consultaromanadibioetica@gmail.com.

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Consulta di Bioetica Onlus, Via Cosimo del Fante 13, 20122 Milano

www.consultadibioetica.org

segreteria@consultadibioetica.org

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