Notizie di POLITEIA

INTRODUZIONE

 DI PATRIZIA BORSELLINO

Affrontare il tema dell’obiezione di coscienza ha significato, per lungo tempo, nel nostro, così come in altri contesti europei ed extraeuropei, prendere posizione soprattutto, anche se non esclusivamente, sulla questione del rifiuto opposto, per ragioni religiose e, più in generale, morali, alla prestazione del servizio militare (e/o alla partecipazione, diretta o indiretta ad attività belliche). Da alcuni anni a questa parte lo scenario è, però, radicalmente mutato. Se, per un verso, il problema dell’obiezione di coscienza al servizio militare è stato ridimensionato dall’abolizione della coscrizione obbligatoria, per altro verso, si è assistito a una vera e propria proliferazione degli ambiti e delle situazioni in cui le ragioni della coscienza vengono chiamate in causa per giustificare l’astensione da attività o il rifiuto di prestazioni dovute per legge. L’ambito prioritariamente interessato è stato, ed è tuttora, quello sanitario. In questo rientrano i casi, in tempi recenti oggetto di particolare attenzione mediatica, di obiezione di coscienza sollevata nei confronti della pillola RU-486…

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notizie di
POLITEIA
RIVISTA DI ETICA E SCELTE PUBBLICHE
Anno XXVII – N. 101 – 2011

Sommario

OBIEZIONE DI COSCIENZA.
PROSPETTIVE A CONFRONTO
A cura di PATRIZIA BORSELLINO, LORENA FORNI, SILVIA SALARDI

Introduzione, di PATRIZIA BORSELLINO
La coscienza: voci e mistificazioni, di CARLO AUGUSTO VIANO
Obiezione di coscienza e diritti fondamentali, di STEFANO RODOTÀ
Obiezione di coscienza: positiva e negativa, di PIERLUIGI CHIASSONI
La libertà di seguire la propria coscienza tra obbligo politico e richiesta di tolleranza,
di ROBERTA SALA
L’obiezione di coscienza in Spagna: tensioni in dibattito, di ALFONSO RUIZ MIGUEL
Coscienza come soggetto di diritto. L’uso del “foro interno” nei rapporti fra Stato e confessioni religiose, di ROBERTO MAZZOLA
Coscienza, libertà e professioni sanitarie, di PIERGIORGIO DONATELLI
L’obiezione di coscienza tra giudici e legislatore, di DAVIDE PARIS
L’obiezione di coscienza contra legem come una rivendicazione di rispetto, di EMANUELA CEVA
Obiezione di coscienza in ambito medico. I limiti di un approccio moderato,
di FRANCESCA MINERVA
Obiezione di coscienza e sanità pubblica, di CLAUDIO R ICCIARDI
L’obiezione di coscienza e la Ru-486, di CORRADO DEL Bò
L’obiezione di coscienza e la salute riproduttiva delle donne, di CORRADO MELEGA
Aspetti clinici e pratici dell’obiezione di coscienza, di MARIO RICCIO
La legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e l’obiezione di coscienza del personale sanitario e del giudice tutelare, di ELISA CECCARELLI
Il punto di vista del farmacista, di PAOLA MINGHETTI
Obiezione di coscienza e rapporto di lavoro, di TIZIANA VETTOR
L’obiezione di coscienza nel panorama politico italiano, di IVAN SCALFAROTTO

ARTICOLI DAL BLOG DI CHIARA LALLI

FARMACISTI,OBIEZIONE DI COSCIENZA E CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA

Nella seduta parlamentare del 21 aprile 2010 viene annunciato il disegno di legge n. 2121 dal titolo: “Disposizioni in materia di obiezione di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza”. Questo disegno di legge ha una sola virtù: è breve, se si esclude il titolo.
Prima di analizzare il testo è utile ricapitolare i problemi che il titolo del disegno di legge evoca. Innanzitutto la questione generale di poter ammettere per legge una eccezione controversa, oggetto di una normativa positiva e in grado di incrinare i doveri che derivano da una libera scelta. Perché un ginecologo che esercita in una struttura pubblica e un farmacista potrebbero oggi sottrarsi ad uno dei doveri professionali sanciti da una legge dello Stato?
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DEL DOLORE EVITABILE – LA STORIA DI MARGHERITA

Margherita Brunetti nel marzo 2007 scrive “Storia di un’interruzione volontaria di gravidanza”. Il racconto che segue si basa su questo documento per gli eventi del 2007 e su alcune conversazioni private per quanto accaduto successivamente (estratto da “1978, l’interruzione volontaria di gravidanza”, C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza, 2011, Il Saggiatore).
Margherita ha un figlio nel 2002. Dopo qualche tempo nasce la sua seconda bambina, Caterina, ma muore a soli dieci mesi…

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DALLA PARTE DEL MEDICO – Paola Lopizzo, ginecologa non obiettrice:

Scegliere di eseguire interruzioni di gravidanza non è una scelta facile. Lo spazio già angusto dedicato alla questione è occupato esclusivamente dal vissuto della donna, in genere quando c’è qualche caso che va storto più degli altri. Passata l’emergenza della cronaca nessuno se ne interessa più. Come vivono i medici questa parte della loro professione? L’ho chiesto proprio a Paola Lopizzo (Ospedale San Giovanni – Addolorata di Roma, unica ad eseguire interruzioni di gravidanza tardive) durante una pausa di una domenica di turno in ospedale.

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FAR FINTA DI DORMIRE  (considerazioni conclusive):

È senza dubbio ripugnante obbligare qualcuno a compiere un gesto che non vuole compiere. Ma il significato di «obbligare» dipende dal contesto: quando un gesto obbligato deriva da una nostra precedente libera scelta, possiamo ancora usare lo stesso verbo? Sembra difficile, senza che il significato genuino del verbo obbligare sia disgiunto dalla parola, dal suono o dalla traccia nera su un foglio bianco.
La possibilità di fare obiezione di coscienza in campo sanitario delinea scenari preoccupanti, soprattutto per quanto riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza.

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