UN LIBRO DENUNCIA: ABORTIRE TRA GLI OBIETTORI

"ABORTIRE FRA GLI OBIETTORI" Formato 14x19, pagine 182, euro 13

Prefazione di Stefania Cantatore portavoce dellUnione Donne In Italia, Gruppo di Napoli. Il libro è acquistabile presso il sito della casa editrice Tempesta  che lo ha pubblicato, oppure alle librerie Feltrinelli su ordinazione.

“E’ la cronaca del mio aborto terapeutico, avvenuto fra gli obiettori di coscienza, più alcune testimonianze di altre donne ed altri contributi“. ( Laura Fiore)

ARTICOLI DAL BLOG DI CHIARA LALLI

FARMACISTI,OBIEZIONE DI COSCIENZA E CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA

Nella seduta parlamentare del 21 aprile 2010 viene annunciato il disegno di legge n. 2121 dal titolo: “Disposizioni in materia di obiezione di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza”. Questo disegno di legge ha una sola virtù: è breve, se si esclude il titolo.
Prima di analizzare il testo è utile ricapitolare i problemi che il titolo del disegno di legge evoca. Innanzitutto la questione generale di poter ammettere per legge una eccezione controversa, oggetto di una normativa positiva e in grado di incrinare i doveri che derivano da una libera scelta. Perché un ginecologo che esercita in una struttura pubblica e un farmacista potrebbero oggi sottrarsi ad uno dei doveri professionali sanciti da una legge dello Stato?
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DEL DOLORE EVITABILE – LA STORIA DI MARGHERITA

Margherita Brunetti nel marzo 2007 scrive “Storia di un’interruzione volontaria di gravidanza”. Il racconto che segue si basa su questo documento per gli eventi del 2007 e su alcune conversazioni private per quanto accaduto successivamente (estratto da “1978, l’interruzione volontaria di gravidanza”, C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza, 2011, Il Saggiatore).
Margherita ha un figlio nel 2002. Dopo qualche tempo nasce la sua seconda bambina, Caterina, ma muore a soli dieci mesi…

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DALLA PARTE DEL MEDICO – Paola Lopizzo, ginecologa non obiettrice:

Scegliere di eseguire interruzioni di gravidanza non è una scelta facile. Lo spazio già angusto dedicato alla questione è occupato esclusivamente dal vissuto della donna, in genere quando c’è qualche caso che va storto più degli altri. Passata l’emergenza della cronaca nessuno se ne interessa più. Come vivono i medici questa parte della loro professione? L’ho chiesto proprio a Paola Lopizzo (Ospedale San Giovanni – Addolorata di Roma, unica ad eseguire interruzioni di gravidanza tardive) durante una pausa di una domenica di turno in ospedale.

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FAR FINTA DI DORMIRE  (considerazioni conclusive):

È senza dubbio ripugnante obbligare qualcuno a compiere un gesto che non vuole compiere. Ma il significato di «obbligare» dipende dal contesto: quando un gesto obbligato deriva da una nostra precedente libera scelta, possiamo ancora usare lo stesso verbo? Sembra difficile, senza che il significato genuino del verbo obbligare sia disgiunto dalla parola, dal suono o dalla traccia nera su un foglio bianco.
La possibilità di fare obiezione di coscienza in campo sanitario delinea scenari preoccupanti, soprattutto per quanto riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza.

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